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Cicerchia

 

 

 

La cicerchia è una leguminosa di antichissima coltivazione negli areali agricoli dell’entroterra siciliano, anche se da decenni ormai risulta quasi del tutto scomparsa. La cicerchia, come riferito da mio padre, non è stata più oggetto di coltivazione aziendale già a partire dai primi anni settanta. Incuriosito da varie notizie riguardanti “i chierchiri”, così vengono comunemente indicati questi particolari legumi di forma irregolare, sono riuscito nel 2005 a mettere assieme, grazie alla cortese cessione di alcuni anziani agricoltori, poche centinaia di grammi di semi di questo legume. I semi reperiti, moltiplicati per più anni, sono stati in parte impiegati, a partire dal 2011, per l’effettuazione di alcune prove in cucina ed a partire dal 2012, il prodotto è entrato a far parte dell’assortimento aziendale con l’inizio vero e proprio della commercializzazione. La pianta che presenta un portamento semi-prostrato ben si adatta, per le sue caratteristiche di rusticità, all’ambiente ed al clima caldo-arido dell’entroterra siciliano. Per l’elevata rusticità e le sue buone caratteristiche di adattabilità anche agli ambienti più difficili (in genere poveri, pietrosi, etc.) permetteva di ottenere risultati produttivi anche se minimi in terreni nei quali altre colture non erano in grado di esplicitare alcuna produzione. L’utilizzo per la coltivazione di soli terreni marginali (quasi tutti abbandonati o destinati al pascolamento) è forse una delle cause del declino della coltura, infatti, le basse produzioni, ottenute in detti terreni, non sono stati più oggetto di un minimo di considerazione da parte di un’agricoltura in forte evoluzione e rinnovamento come quella degli anni ’70-’80 (dove l’obiettivo principale era rappresentato dalla massimizzazione delle rese), portando la coltura quasi a scomparire del tutto. Tra le altre cause di declino della coltura vanno sicuramente citate:

 

-       le mutate abitudini alimentari della popolazione;

-       l’elevata richiesta di manodopera in quanto le operazioni colturali richieste dalla coltura non si prestano ad essere meccanizzate;

-       la bassissima produzione realizzata con la coltivazione di ecotipi locali per nulla interessati dal miglioramento genetico (solo selezioni empiriche realizzate dagli agricoltori che destinano alla semina il materiale ritenuto migliore).

La riscoperta da parte di molti consumatori di sapori e tradizioni di una volta, ha fatto sì che venisse reintrodotta in azienda la coltura e che le superfici investite con questa coltura aumentassero di anno in anno. Per le peculiari caratteristiche organolettiche e per l’unicità e singolarità degli aromi emanati è un legume in grado di sorprendere piacevolmente il consumatore. L’impegno per la riscoperta delle antiche tradizioni eno-gastronomiche locali ha permesso, dopo innumerevoli ricerche relative alla trasmissione verbale degli usi e dei costumi, di ricreare un prodotto locale denominato “frascatula”; si tratta di una polenta tipica dell’entroterra siciliano ottenuta dalla molitura a pietra di diverse essenza di legumi di cui componente fondamentale risulta essere la cicerchia.